Mario Botta. Oltre lo spazio.

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L'evento si è svolto a Theatro, mercoledì 10 luglio 2019 e ha visto la partecipazione di partner come ASSA ABLOY Entrance Systems, Schuco, Thema, AGC e Resstende.

"Se io potessi farei solo del sacro". Sono queste le parole con cui l’architetto Mario Botta inizia il suo racconto fatto di immagini, parole e silenzi.

La proiezione del documentario - diretto dalle registe Loretta Dalpozzo e Michèle Volontè e prodotto da Swissbridge Productions - è stata l’occasione per intraprendere un viaggio emozionante “Oltre lo spazio”, dentro il mondo di Mario Botta. Il film e il dialogo aperto con Mario Botta, moderato da Federico Tranfa con la partecipazione delle registe, hanno rivelato un architetto instancabile e appassionato.

È negli spazi sacri che Mario Botta ha trovato l’essenza dell’architettura, per questo le registe ripercorrono la sua carriera attraverso il tema a lui più caro. Botta riflette sul bisogno di luoghi di silenzio e di preghiera, sulle contraddizioni del nostro tempo, ma anche sulla sua fede. Perché una società globalizzata, sente sempre più il bisogno di costruire luoghi di culto? Cosa significa fare architettura sacra in un mondo secolarizzato?

“Significa riuscire a dare forma, spazio e identità a una collettività, a una cultura, che non sempre ha consapevolezza di un bisogno di immensità”.

I suoi pensieri si trasformano in analisi degli spazi sacri del passato, di quelli in cantiere e di quelli che verranno, in un cammino tra passato, presente e futuro, che permette di scorgere l’uomo dietro all’architetto.

Il documentario si chiude con un sorriso e una frase emblematica. “La matita è pronta”. Una frase che lascia aperta la porta a nuovi progetti e invenzioni, che lascia trasparire la grande passione per il proprio lavoro.